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Ogni individuo ha esigenze diverse rispetto alla quantità di sonno necessaria, ma la struttura del sonno è essenzialmente la stessa per tutti. Essa è costituita da 4–6 cicli di sonno per notte, che possono essere paragonati ad una serie di treni uno dietro l’altro. Come in una vera stazione la puntualità è di primaria importanza. Ecco perché, a seconda dell’ora in cui andiamo a dormire, ci può risultare più o meno facile addormentarci. L’inizio di ogni ciclo può essere considerato la «porta» del sonno – attraverso questo varco si sale sul treno del sonno. Ogni ciclo ha una durata media di circa 90 minuti. All’interno di ogni ciclo si succedono vari stadi (per tornare al nostro paragone, i singoli stadi di ogni ciclo corrispondono ai vagoni del treno): prima il sonno leggero (stadio 1–2), quindi il sonno profondo (stadio 3–4) e infine il cosiddetto sonno REM (o anche stadio dei sogni o sonno paradossale).
Quando un ciclo di sonno si è completato, ci si può svegliare oppure si attende l’arrivo del ciclo (treno) successivo.
L’esatta durata di un ciclo di sonno è costante per ogni persona e relativamente stabile per tutta la vita. La si può anche misurare, sebbene ciò non sia sempre facile.
Durante la notte la durata di ciascuno stadio all’interno dei cicli di sonno cambia. Per esempio, verso la fine della nottata (nel primo mattino) gli stadi di sonno REM sono più prolungati rispetto alla prima parte della notte. Ciò spiega perché il suono della sveglia al mattino ci trovi spesso proprio nel bel mezzo di un sogno. Ma se non ci sforziamo di ricordare il sogno nei minuti che immediatamente seguono, esso svanisce subito nell’oblio.
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